Capitombolo: ciò che brilla rimane agli occhi
Paolo Saputo
SuperNova 2025/26
17.01 / 16.02 2026
Prima mostra del 2026 e parte della stagione Exhibitionism, Capitombolo nasce all’interno di SuperNova, il progetto che, a cadenza annuale, seleziona studenti e studentesse dalle Accademie di Belle Arti italiane con l’idea di tracciare una mappatura dellз giovani che si formano presso le istituzioni artistiche di alta formazione.
La proposta di Saputo è stata scelta per la capacità di elaborare una soluzione espositiva che espande la bidimensionalità della vetrina, e di trasformare frammenti della propria memoria personale in immagini poetiche e leggere. Come spiega l’artista: “Capitombolo: ciò che brilla rimane agli occhi vuole riconfigurare l’azione del cadere come atto di riscoperta della memoria, un atto che riporta alla vista ciò che si è perso e che continua ad esistere nel ricordo”.
Capitombolo, dunque, cerca di ripensare la caduta non come una rovina, ma come il momento che coincide con il sussulto: l’occasione per riportare qualcosa alla mente, di sottrarla all’oblio. L’immagine di un letto nella luce del risveglio e quella di un groviglio di sottili fili metallici a formare una nuvoletta argentata, si configurano come simboli, portali di accesso a una memoria privata. Allo stesso tempo, esposte nello spazio pubblico e offerte alla strada, le fotografie ci tendono lo sgambetto, costringendoci a sottrarre al flusso del presente. Allora il capitombolo non si riferisce, probabilmente, al precipitare. E nemmeno al momento dell’atterraggio. Il capitombolo parla degli istanti successivi: quelli in cui, da terra, esistiamo prima di rialzarci in piedi.
L’artista non si limita ad intervenire nella vetrina di LAVAPIU, ma introduce un oggetto nella lavanderia che, emancipato dalla propria funzione quotidiana, assume una valenza talismanica e magica.